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Come riconoscere l’olio di qualità?

Le caratteristiche organolettiche dell’olio sono abbastanza semplici, non essendo l’olio extravergine un prodotto ottenuto tramite fermentazione o altri processi in grado di sviluppare aromi secondari. L’olio deve avere l’aroma di oliva verde, e l’oliva ha un aroma erbaceo, di erba tagliata, carciofo crudo, e solo a volte aromi più complessi, che possono andare dal pomodoro verde, alla mandorla, alla mela. Se non è presente l’odore verde, di erba tagliata, allora è probabile che l’olio sia di scarsa qualità. Se sono addirittura presenti aromi di oliva fermentata, in salamoia, allora è sicuro che l’olio sia di scarsa qualità.

Se assaggiato tal quale (mezzo cucchiaino ben spalmato in bocca), l’olio deve essere almeno un po’ amaro e piccante, caratteristiche date dai polifenoli che proteggono l’olio dall’ossidazione e che sono le sostanze che producono i benefici tanto sbandierati dai nutrizionisti. Purtroppo l’amaro e il piccante sono due caratteristiche non desiderate dal consumatore medio: per forza, abituato com’è agli oli di scarsa qualità presenti sugli scaffali del supermercato…

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