VinoCotto !
Dal
latino “Carenum”
è
un'antica e gustosa bevanda a base di mosto cotto
parte
integrante della cultura gastronomica marchigiana.
Il
Vi' Cotto (detto
anche vinocotto, vi quot, ucotto etc a seconda del dialetto
locale) si ottiene portando il mosto d'uva con una
lenta cottura su calderoni di rame con fuoco a legna per
circa 12-15 ore ad una
riduzione di volume del 40-50 % concentrando così la parte
zuccherina del mosto fino ad ottenere un sentore di
caramello. Questo mosto cotto viene
poi messo in botti, per il primo anno in rovere poi per i
successivi in botti di quercia.
Per
poter essere consumato occorrono minimo due anni di
stagionatura in botte se si vuole un vino dolce da poter
accompagnare a dolci secchi come crostate, ciambelloni
fatti in casa o biscotti, in alternativa può essere versato
sulla frutta ad esempio le pesche come dessert. Mentre dopo
circa dieci anni si inizia ad ottenere un prodotto molto
strutturato che al suo interno vi sono i mosti di tutte le
annate utilizzato per i rimbocchi della botte, questo
prodotto ha un gusto più deciso e forte .
Può
essere utilizzato inoltre nella preparazione di dolci o
insaporire marmellate o addirittura essere utilizzato in
cucina per preparare sfiziosi piatti di
arrosto.
Nella cultura marchigiana il Vi Cotto è stato sempre visto
come bevanda che tutte le famiglie avevano e conservavano
con cura, e il suo uso non era solamente finalizzato ad
essere servito come vino dolce ma
il suo impiego si allarga a tutti i momenti della vita
contadina.
Innanzitutto
era ed è considerato un
forte energizzante date le
sue caratteristiche zuccherine elevate, veniva servito nei
campi ad esempio durante la mietitura dove le braccia dei
contadini erano messe a dura prova, veniva inoltre
utilizzato come
medicinale ad
esempio un metodo tuttora molto efficace per il raffreddore
e' quello di far bollire insieme a del Vi Cotto un paio di
cucchiai di miele per poi essere bevuto caldo prima di
andare a dormire, la mattina il raffreddore è sparito e si
è in piene forze!! Ci sono altri casi molto particolari del
suo utilizzo ad esempio veniva somministrato del Vì Cotto a
animali in gravidanza oppure in deboli condizioni, una
vecchia usanza ora passata era quella di bagnare gli arti e
le spalle del nascituro per irrobustirlo (sia se questo è
un bambino o che sia un animale come ad esempio i vitelli
per far si che abbiamo zampe forti da poter tirare gli
aratri)
Dato il nome latino come precedentemente detto questa
bevanda fonda le sue radici in tempi passati al tempo dei
romani. Tracce della sua storia si hanno in svariati
documenti anche fuori dalle Marche.